Il CFA svolge il proprio ruolo nel contesto del privato sociale, avendo 4 obiettivi fondamentali:

  • il benessere del minore
  • il supporto alla famiglia affidataria
  • la diffusione della cultura dell’affido
  • la creazione di nuovi servizi per minori e famiglie

Il principio ispiratore del CFA è il diritto del minore a vivere in una famiglia, e poiché crediamo fermamente che la crescita e il benessere dei minori sia una responsabilità di tutti, riteniamo che la società civile debba essere sempre più sensibilizzata al fine di poter rendere l’esperienza dell’affido realizzabile da un sempre maggiore numero di famiglie.

Attualmente il CFA si prodiga per diverse tipologie di affido:

  • il tradizionale affido familiare, come determinato dalla legge
  • l’affido omoculturale
  • l’affido cosiddetto leggero

IL CFA garantisce la diffusione della cultura dell’affido, e la formazione e selezione delle famiglie che si sono rese disponibili a iniziare una esperienza di affido.

Quando le famiglie sono state formate, sono inserite nella banca dati provinciale: i consulenti del CFA cercano quindi l’abbinamento con i bambini che il Tribunale dei Minori ha decretato essere “affidabili”.

Alle famiglie affidatarie è garantito un supporto competente nella gestione dei  rapporti con i servizi, il Tribunale e la famiglia d’origine oltre che nella realizzazione del loro ruolo di “nuovi genitori”.

Le famiglie affidatarie si riuniscono mensilmente nella loro associazione di appartenenza per incontri di mutuo aiuto e di formazione. Tali incontri sono coordinati da un membro del CFA che funge da facilitatore e formatore.

Ad ogni famiglia affidataria è abbinato un consulente (psicologo) che possa seguirle e accompagnarle nel loro (talvolta difficile) percorso di genitori.

Non manca, fra le cose che facciamo, anche la sensibilizzazione in giro per la provincia, nei centri commerciali, nelle piazze, nelle saghe… persino nelle Università!